Quelli che erano bambini trent’anni fa lo sanno: Halloween non esisteva, non da noi almeno. Però importare una festa è semplice: non occorre studiarla la fai tua e alla fine è come se facesse parte della tradizione da sempre. Festeggiare Halloween qui è come festeggiare il Natale in Giappone ma ai bambini piace: si mascherano, si vestono come aspiranti Streghe e Diavoli e girano per il quartiere con la ormai classica domanda: dolcetto o scherzetto (trick or treat)?
Ma chi è stato bambino con me lo sa: prima di Natale niente feste. Lo so, fra qualche anno la Lela lo festeggerà ed io come ogni bravo genitore la accompagnerò. Per i genitori che partono quest’anno e per i più navigati segnalo i laboratori del Mega Forlì.
ottobre 9th, 2007 - 6:48 pm
Io cerco di far capire a Martina Vittoria che non è a questo genere di festeggiamento che deve legare i suoi ricordi di infanzia. Spero di riuscire a farle capire che non fa parte del nostro bagaglio culturale vestirsi e truccarsi come i peggiori demoni che ci fanno paura.
E quindi spero di non doverla mai accompagnare a queste feste. Perchè, piuttosto, non diamo più importanza alla festa dei Nonni (2 ottobre)? Perchè non cerchiamo di dare più importanza al periodo della Quaresima? Sono solo idee di prima mattina, quindi scusate se sono poco profonde. Però davvero, non voglio che mia figlia si leghi troppo a feste che in realtà non sono nostre, la allontana dalla sua vera cultura…